lunedì 6 luglio 2026

Non esiste mai il momento giusto per fare qualcosa.

Italiano / Español / English

Nella mia vita, quando io e mia moglie ci siamo sposati, abbiamo commesso un errore finanziario.

Sposarsi costa denaro e, ogni volta che si spendono soldi, è possibile che si commetta un errore.

  Per esempio, se avessimo aspettato solo altri 20 anni, avremmo potuto avere una luna di miele come nessun'altra! 

 Aver iniziato la nostra famiglia è stato un errore. 

Averlo fatto  costa soldi e quello è stato un errore.

Se avessimo aspettato solo altri 10 o 15 anni, avremmo dato  molto di più ai nostri figli. 

Quando abbiamo comprato la nostra prima casa, abbiamo commesso un errore. 

Se avessimo aspettato altri 20 o 30 anni, avremmo potuto costruire una casa molto più bella.

  L'unico rischio di  aspettare che tutto sia a posto prima di agire è che si potrebbe finire come le due persone di questo poema:

La sposa, dai capelli bianchi, è piegata sul suo bastone, i suoi passi incerti devono essere guidati.

Mentre all'estremità opposta del corridoio della chiesa con un sorriso pallido e senza denti, c'é lo sposo sulla sedia a rotelle che si avvicina.

Chi sono questi anziani che si sposano in questo modo?

Beh, lo scoprirete osservando più da vicino questa strana coppia conservatrice

che ha aspettato il momento giusto di poterselo permettere.

---------------- Español---------------

No existe el  momento justo para hacer las cosas

En mi propia vida, cuando mi esposa y  yo nos casamos, cometimos un error

domenica 5 luglio 2026

Come rilassarsi


 Mettiti comodo. Sdraiato, seduto, come preferisci. Chiudi gli occhi.

Inizia a fare respirazioni profonde.

Mentre inali l'aria di mentalmente  "inalo", e quando esali l'aria di mentalmente "esalo"; al ripetere mentalmente inalo e esalo non permetti al tuo cervello di pensare.

Se ti vengono dei pensieri lasciali andare via come se fossero palloncini.

Porta l’attenzione al tuo respiro, all’aria che entra e all’aria che esce.

Con la ripetizione delle respirazioni, inizierai a sentirti più tranquillo.

Una volta regolato il respiro, anche la tua mente si disporrà naturalmente alla calma.

Mentre ti concentri nelle  inspirazioni ed espirazioni Visualizza tutti quei pensieri, quelle sensazioni, quelle emozioni, quei ricordi che ti  limitano, che ti impediscono di esprimerti completamente  CHE ESCANO DA TE INSIEME all'aria facendo uscire così anche il dolore e la tristezza.

Lascia andare la rabbia e la tensione.

Lascia andare paure e preoccupazioni.

Lascia andare frustrazione e sensi di colpa.

Espirando, immagina di lasciar andare ciò che non desideri.

E senti come, respiro dopo respiro, il tuo corpo si rilassa sempre più profondamente,

 Porta l’attenzione sempre più profondamente dentro di te.

Dentro di te nasce una sensazione di forza tranquilla, davanti a te appare una bellissima

venerdì 3 luglio 2026

Come sviluppare il tuo potenziale

Dov'è la tua attenzione? E dove ti sta dirigendo? Cosa otterrai?

Se ci concentriamo su ciò che NON vuoi , rimarrai chiuso dentro un cerchio. 

Bisogna essere flessibili e cambiare l'orientamento del pensiero guidandolo nella direzione desiderata rendendo possibile il cambiamento; attivando così le risorse psicologiche che permettono di trovare la giusta soluzione.

Quando si ha paura di affrontare una situazione che ci rende insicuri, la mente tende a rimuginare : "Non voglio sentirmi così."

 Tale pensiero può durare giorni, mesi e persino anni, senza portare alcun beneficio.

Se invece ci si chiede: Come posso sentirmi in maniera diversa?

 Supponiamo che la risposta sia la fiducia in se stessi.

Una volta che ci si rende conto che il vero obiettivo è sentirti più sicuri, il percorso si presenta più chiaro.

Si accede improvvisamente a conoscenza di se stessi a cui prima non sembrava che ci fosse accesso, risorse interne che aiutano a disegnare i passi da fare fino a raggiungere la fiducia desiderata.

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Se si ha un problema bisogna scriverlo in un foglio :

Ho un problema nell'affrontare gli esami, mi sento molto nervoso.

Domande

- Cosa significa essere nervoso per me?

- Significa che sono agitato perché non posso controllare i miei nervi?

-Come  vorrei sentirmi?

 -Vorrei essere più tranquillo ?

 - Cosa significa essere tranquillo per me?

 Non pensare al peggio altrimenti sarai più nervoso e non riuscirai a concentrarti.

Domanda : Cosa capita se smetto di pensare al fallimento?

-Sarei più concentrata e me la caverò bene.

Domanda: Come faccio a sapere se sono calma davanti ad un esame?

 -Quando non mi tremano  e mi sudano le mani . -Quando non rimango bloccato con le domande.

Domanda : - Cosa sentirò, vedrò, udirò quando sarò tranquillo?

- Sentirò che tutto scorre senza intoppi, sentirò che ce la posso fare. Vedrò la mia mano scrivere senza fermarsi e sentirò dire a me stesso tutto quello che devo scrivere.

Allora il mio pensiero dovrà essere come sentirmi tranquilla davanti agli esami per trovare le soluzione giuste.

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Se devi affrontare un esame  fai una lista dei possibili imprevisti:

Esempi:

Non saper rispondere a una domanda specifica.

Emozionarti e non riuscire a sostenere una conversazione fluida.

Quando la lista sarà completa, soffermati punto per punto e fatti queste due domande:

1. Cosa potrei fare per peggiorare la situazione?

Non pensarci troppo, rispondi di getto con le prime azioni “riparatorie” che ti verranno in mente.

 Evocandole adesso che non sei nel mezzo della mischia, a mente lucida, capirai da te che sono fallimentari. 

 Una cosa che potrebbe peggiorare ulteriormente la situazione nei due casi che abbiamo considerato potrebbe essere “Buttarmi a indovinare restando sul vago”," Paralizzarmi e rimanere in silenzio”  oppure “Pensare che non ce la farò mai”.

2. E cosa farò, invece?

Questa seconda domanda ti aiuta a studiare, a mente fredda e con tutto il tempo necessario a disposizione, la migliore strategia possibile per affrontare quella specifica situazione. 

Torniamo al nostro esempio: 

anziché farfugliare qualche risposta poco plausibile, ti converrà  dirottare la conversazione su un’area “adiacente” che rappresenta  un tuo punto di forza, qualcosa su cui sei ferrato.

E invece di fare scena muta potresti provare a smorzare la tensione con l’ironia, ammettendo il tuo nervosismo e chiedendo un bicchiere d’acqua per darti modo di recuperare il sangue freddo perduto.

L’evocazione degli scenari peggiori, delle loro possibili evoluzioni catastrofiche e, infine, del loro scioglimento ti aiuta a predisporre delle strategie pronte da usare in caso di bisogno. 

Avrai infatti creato dentro di te una sorta di campanello d’allarme che inizierà a squillare ogni volta che starai per imboccare una strada “peggiorativa”, avvisandoti del pericolo. 

A quel punto saprai  già cosa fare per uscire da quel potenziale vicolo cieco.

Risultato: se il temuto imprevisto dovesse realizzarsi sarai in rado di fronteggiarlo mantenendo la calma.

E lo gestirai con grande velocità di reazione.

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Quando noti che un pensiero contiene parole assolute come sempre, mai, tutti, nessuno, vale la pena fermarsi e chiedersi se rappresenti davvero la realtà oppure solo

venerdì 19 giugno 2026

Come Trovare Il Tuo Equilibrio

Mi chiedi qual è stato il mio più grande progresso? 

Ho cominciato a essere amico di me stesso.

Lucio Anneo Seneca 


Solo ascoltando le nostre parti interiori (sia le primarie che le meno gradite -in piccole dosi)raggiungeremo una conoscenza profonda di noi stessi e otterremo l’equilibrio indispensabile per il nostro benessere mentale ed emotivo.

Essere in contatto con ogni tua parte ti permette finalmente di scegliere quel che è meglio per te.

i sè primari è la parte di noi orientata a raggiungere gli obiettivi (razionalità, organizzazione, controllo).

Le parti meno gradite sono quelle che mettiamo da parte perché le consideriamo negative o poco produttive (il gioco, creatività un po' folle ,il sano divertimento, l'ozio).

Pretendere di avere successo usando solo i sè primari è come voler suonare una sinfonia di Mozart usando solo i violini, TI PERDI TUTTI SUONI E L'ARMONIA CHE VIENE DAGLI ALTRI STRUMENTI.

Tutte le nostre parti, persino quelle  meno gradite hanno uno scopo positivo nella nostra esistenza.

Il sé falso può risultare molto utile nella diplomazia, nel trovare la strategia e il momento migliori per affrontare un certo discorso delicato, dicendo sì la verità, ma in un modo che risulti accettabile agli altri. 

Se invece, ti identifichi nel tuo sé sincero dovrai dire sempre la verità cruda, senza omissioni, senza sfumature, e così facendo rischi di compromettere le relazioni perché

domenica 14 giugno 2026

Cosa vuoi veramente?

 Billy Elliot, é un ragazzino di 11 anni, il cui sogno è diventare un ballerino classico.

Al termine dell’audizione per la Royal Ballet School di Londra, una dei docenti della commissione chiese a Billy:

Posso chiederti che genere di sensazioni hai quando danzi ?

Billy: Non lo so... una bella sensazione. Sto lì tutto rigido. Ma dopo che hoiniziato, allora dimentico qualunque cosa e… è come se sparissi.

Cioè sento che tutto il corpo cambia ed è come se dentro avessi un fuoco.

 Come se volassi. Sono un uccello, sono elettricità.

Sì , sono elettricità . Dal film Billy Elliot.

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Non permettere a nessuno di dirti che quello che desideri è irraggiungibile.

Se hai un sogno, devi difenderlo.

Se vuoi qualcosa, vai e prenditela.

Will Smith

Coloro che sognano di giorno sanno molte cose che sfuggono a chi sogna soltanto di notte.

Edar Allan Poe

Quello che gli altri pensano di te è un problema loro.

Charlie Chaplin 

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Il nostro desiderio è il mezzo attraverso il quale possiamo stabilire la rotta,permettendoci

sabato 14 febbraio 2026

Perché saper improvvisare fa bene

 Il treno si fermò nel mezzo del nulla.

Andrea guardò l’orologio: tra un’ora avrebbe dovuto presentare il progetto più importante della sua carriera.

 Niente segnale, niente aria condizionata, solo passeggeri nervosi e il caldo di luglio.

 Il piano era semplice: arrivare, aprire il computer, seguire le slide preparate per settimane. 

Ma il piano si era fermato sui binari.

All’inizio provò a controllare tutto. Riavviò il telefono. Controllò il file. Ripassò mentalmente ogni frase.

 Poi l’altoparlante gracchiò: “Ritardo indefinito.”

Indefinito. Come il suo controllo.

Chiuse gli occhi. Respirò.

 “Se non posso seguire il piano,” pensò, “seguirò il momento.”

Quando finalmente arrivò, in ritardo e sudato, la sala riunioni era piena. 

Il proiettore non funzionava. Le sue slide — inutili. 

Tutto ciò che aveva preparato non poteva essere usato.

Silenzio.

Poi Andrea fece qualcosa che non aveva mai fatto. Chiuse il computer.

«Oggi niente presentazione,» disse. «Vi racconto una storia.»

Le persone alzarono lo sguardo.

Prese un pennarello e disegnò una linea storta sulla lavagna.

 «Questo era il nostro piano.» Poi ne disegnò un’altra, irregolare, piena di curve.

 «Questa è la realtà.» Qualcuno sorrise.

Cominciò a spiegare il progetto senza slide, usando esempi, domande, persino errori. 

Quando dimenticava un dato, lo ammetteva. Quando qualcuno interrompeva, lo coinvolgeva. 

La stanza si animò. Non era più una presentazione. 

Era una conversazione viva.

Alla fine, il direttore disse: «Non abbiamo visto le slide… ma abbiamo capito tutto.»

Andrea uscì sorpreso. Non era andata come previsto. Era andata meglio.

Quella sera, ripensò al momento in cui aveva chiuso il computer.

 Lì era cambiato tutto. Non aveva improvvisato perché non sapeva cosa fare — ma perché aveva smesso di aggrapparsi a ciò che non funzionava.

E capì: improvvisare è trasformare l’imprevisto in direzione, invece che in ostacolo.

                                               

Prima impari a controllare. Poi impari a lasciar andare. E lì nasce la vera improvvisazione.

Per avere successo, non è sufficiente la conoscenza e prevedere, dobbiamo anche

lunedì 22 dicembre 2025

Non devi combattere le tue paure ma dialogare con esse

Italiano / Español

Un giovane guerriero giapponese di nome Kenshin, dopo aver perso un combattimento cruciale, vive nel terrore di fallire nuovamente.

 Umiliato, si reca dal suo saggio maestro per chiedere aiuto:

Maestro, la paura mi paralizza. Come posso sconfiggerla?


Il maestro lo conduce in un giardino zen e gli mostra due piante:

Una piccola erba fragile, che il maestro strappa con facilità.

Un maestoso bambù, le cui radici profonde resistono a ogni tentativo di sradicarlo.

Poi spiega:

La paura è come quell’erba: se cerchi di combatterla, di estirparla con la forza, tornerà a crescere. 

Il segreto è trasformarti in bambù: accogli la paura, lasciandola scorrere via senza permetterle di controllarti.

 Solo così diventerà la tua forza.

Kenshin non comprende, così il maestro gli rivela il metodo dei 3 passi:


Riconoscila:

Quando senti la paura, fermati.

 Dille: 'So che sei qui. Non ti ignoro, ma non mi controlli.

Ringraziala:

La paura è una guardiana. Ti avverte dei pericoli. Ringraziala per il suo servizio, poi dille: 

'Ora lascia che agisca con coraggio.

Usala come carburante:

Trasforma la sua energia in concentrazione. Ogni tremito diventi determinazione, ogni

mercoledì 17 dicembre 2025

I Vasi Dell'Imperatore

 Italiano / Español / English

Un giorno l'Imperatore della Cina ricevette in regalo cinquantacinque preziosi vasi di porcellana. 

Allora l'Imperatore fece costruire un palazzo per ospitare i vasi e incaricò un servitore di averne cura.

 “Guai a chi ne danneggerà uno!" minacciò "Se qualcuno romperà un vaso, gli farò tagliare la testa." 

Il servitore ce la mise tutta, ma una sera, senza accorgersene, ruppe un vaso. 

E l'Imperatore gli fece tagliare la testa. 

Un secondo servitore dopo qualche giorno di custodia inciampò, cadde e ruppe un altro vaso. 

Anche la sua testa fu tagliata. 

Lo stesso accadde al terzo sfortunato custode dei vasi. 

Per questo motivo nessuno voleva più accettare quell'incarico. 

Allora l'Imperatore emanò un editto per trovare una persona disposta ad accettare quel rischioso compito. 

Si presentò al palazzo un vecchietto sorridente e vivace che si dichiarò disponibile a custodire i preziosi vasi.

 "Tanto" disse "sono già vecchio e, se le cose non vanno bene, non ho molto da perdere." 

L'Imperatore lo prese al suo servizio e lo fece portare nel palazzo dei vasi. 

Qualche minuto dopo il vecchietto, rimasto solo, prese un bastone e in poco tempo fracassò tutti i restanti cinquantadue vasi. 

"Che cosa hai fatto, maledetto!" urlò l'Imperatore.

 "Ho salvato la vita a cinquantuno dei vostri migliori sudditi" rispose con tutta calma il

martedì 25 novembre 2025

Come scrivere prompt efficaci

Un prompt è una richiesta o istruzione chiara data a un'intelligenza artificiale per guidarla nel generare una risposta specifica o svolgere un compito preciso.

Più la richiesta è  dettagliata, migliori saranno i risultati.

prompt efficaci per AI dovrebbero essere specifici e dettagliati, con una lunghezza indicativa media di circa 20-21 parole. 

Prompt troppo brevi tendono a essere meno efficacimentre prompt eccessivamente lunghi possono confondere l'AI

Quindi, un buon prompt è conciso ma sufficientemente informativo per guidare l'AI senza sovraccaricarla. Questa lunghezza (20-21 parole) aiuta a ottenere risposte più precise ed efficaci.

Un prompt efficace per un modello di intelligenza artificiale è:

 chiarocompleto, dettagliato e ben strutturato attraverso componenti chiave come:

 Person (Ruolo o destinatario )

 Task (compito)

 Context (contesto)

 Format (formato della risposta)

 Tone (tono)

 Examplars (esempi che chiariscono cosa si aspetta).

 Questi elementi aiutano il modello a capire esattamente cosa fare e come rispondere.


Persona – Da chi vuoi ricevere la risposta? o Per chi è la risposta?

Assegna all'AI un ruolo di esperto.
inizia sempre il tuo prompt assegnandogli una professione o una personalità,
 cosicché si attiverà un framework di conoscenze, con vocabolario e tono specifici,
 che arricchiscono notevolmente la risposta.

Agisci come un Personal trainer professionale.....

Task – Cosa vuoi che l’AI (esempio Chat gpt) faccia?

Scrivi,Analizza,riassumi,crea,Progetta,Spiega.

Agisci come un Personal trainer professionale.(Persona)
Scrivi un programma di allenamento di 6 mesi per un principiante....(Task).

Contesto – Scrivi i dettagli che servono per avere una risposta precisa.

Sono una donna di 70 chili che vuole perdere peso nei prossimi 6 mesi.
Ho tempo per allenarmi solo 2 volte alla settimana per un'ora

Esempi – Non sempre necessari, ma a volte è importante fornire esempi da seguire..

Riscrivi il seguente testo. Riscrivilo con questa struttura:
"Ho raggiunto X attraverso Y che ha portato a Z"

Formato –In che modo vuoi la risposta 
Testo, una tabella, testo strutturato con titoli, un elenco puntato,ecc.

Tono –Con quale stile deve essere scritta la risposta.
In testo formale, motivazionale, ironico.

Scrivi un testo di ringraziamento con un tono cordiale e professionale.
Risponde in modo ironico e divertente.

Aggiungi questa frase alla fine del prompt:
...e se lo ritieni necessario, fammi tutte le domande necessarie
per arricchire il contenuto e garantire un risultato eccezionale.

Invece di costringere l'IA a darti una risposta con le informazioni (eventualmente

sabato 4 ottobre 2025

L’Elefante Incatenato

 Quando ero piccolo adoravo il circo, ero attirato in particolar modo dall’elefante che, come scoprii più tardi, era l’animale preferito di tanti altri bambini.

Durante lo spettacolo faceva sfoggio di un peso, una dimensione e una forza davvero fuori dal comune… ma dopo il suo numero, e fino ad un momento prima di entrare in scena, l’elefante era sempre legato ad un paletto conficcato nel suolo, con una catena che gli imprigionava una delle zampe. 

Eppure il paletto era un minuscolo pezzo di legno piantato nel terreno soltanto per pochi centimetri. E anche se la catena era grossa mi pareva ovvio che un animale del genere potesse liberarsi facilmente di quel paletto e fuggire.

Che cosa lo teneva legato?

Chiesi in giro a tutte le persone che incontravo di risolvere il mistero dell’elefante.

Qualcuno mi disse che l’elefante non scappava perché era ammaestrato… allora posi la domanda ovvia:

 “Se è ammaestrato, perché lo incatenano?”. 

Non ricordo di aver ricevuto nessuna risposta coerente.

Con il passare del tempo dimenticai il mistero dell’elefante e del paletto. 

Per mia fortuna qualche anno fa ho scoperto che qualcuno era stato tanto saggio da trovare la risposta: l’elefante del circo non scappa perché è stato legato a un paletto simile fin da quando era molto, molto piccolo.

Chiusi gli occhi e immaginai l’elefantino indifeso appena nato, legato ad un paletto che provava a spingere, tirare e sudava nel tentativo di liberarsi, ma nonostante gli sforzi non ci riusciva perché quel paletto era troppo saldo per lui, così dopo vari tentativi un

lunedì 18 agosto 2025

Vivere MEGLIO con MENO

 Elimina tutto ciò che è inutile per fare spazio a ciò che davvero ti rende felice.

Non è solo una questione di lasciare andare gli oggetti, ma di liberarti dal peso fisico e mentale del superfluo.

Domande da porsi prima di eliminare un oggetto:

Lo utilizzo tutti i giorni, una volta alla settimana, una volta al mese, una volta all'anno?

Lo userò nei prossimi mesi?

Mi semplifica la vita o me la rende più piacevole? Come?

È  difficile da pulire?

Se lo perdessi oggi, lo ricomprerei?

Ho già qualcos'altro che svolge la stessa funzione? 

È in buono stato?

Ha un valore affettivo?

È  difficile  o dispendioso per sostituirlo?

Valuta se l'oggetto è facile da sostituire in caso di necessità. Se è costoso o difficile da trovare, potrebbe essere utile tenerlo, a meno che non venga utilizzato raramente. 

Se dovessi cambiare casa, lo porterei con me?

Come cambierebbe la mia vita se  non lo avessi?

La regola del 80/20

Utilizziamo il 20% delle nostre cose per il 80% del tempo.

il decluttering è un processo di valutazione e selezione consapevole per eliminare ciò che

martedì 29 luglio 2025

Il Tuo Critico Interiore: Come Riconoscerlo

 Ishiki era triste, arrabiato, la sua vita non andava come voleva ed era preda di un malessere continuo.

Fu cosi che per cercare conforto, per cercare un senso a tutta la sofferenza della sua vita ,si recò dal vecchio saggio Keiken,  il maestro Zen che abitava solitario in un piccolo monastero lontano della civiltà.

Si presentò al suo cospetto e dopo un rispettoso inchino disse:

Oh saggio Keiken maestro di vita, sono disperato,la ia vita è sofferenza continua e sta andando tutto a rotoli.

Mi trovo intrappolato in questo corpo che è sempre pieno di acciacchi, non è mai abbastanza magro, non  è abbastanza attraente, forte, agile, non è più giovane ormai da tempo.

E poi sono succube della mia mente che mi ripete sempre quello che devo fare, quello che non devo fare, mi fa sentire inadatto e qualsiasi cosa combino mi ripete che non faccio mai abbastanza, qualsiasi cosa ottengo dice che non sono mai abbastanza.

Infine sono vittima delle mie emozioni, provo in continuazione ansia, paura, rabbia, tristezza, sensazioni di inadeguatezza, non ne posso più!.

Non è giusto! Non ho chiesto di nascere in questa misera vita, con questo corpo, con questa mente.

Il maestro ZEN lo ascoltò senza battere ciglio e poi disse:

Chi è che sta parlando?  Chi sei tu?

Ma come chi sono? Sono Ishiki, non mi vedi qui davanti a te?

Io ti vedo benissimo ma tu hai detto di essere intrappolato in quel corpo, di possedere

domenica 25 maggio 2025

Pensiero Laterale : Il mercante la fanciulla e l'usuraio

Italiano/English /Español


Molti anni fa, ai tempi in cui un debitore insolvente poteva essere gettato in prigione, un mercante  si trovò, per sua sfortuna, ad avere un grosso debito con un usuraio.

 L'usuraio, che era vecchio e brutto, si invaghì della bella e giovanissima figlia del mercante, e propose un affare. 

Disse che avrebbe condonato il debito se avesse avuto in cambio la ragazza.

Il mercante e sua figlia rimasero inorriditi della proposta. 

Perciò l'astuto usuraio propose di lasciar decidere alla Provvidenza. 

Disse che avrebbe messo in una borsa vuota due sassolini, uno bianco e uno nero, che poi la fanciulla avrebbe dovuto estrarne uno. 

Se fosse uscito il sassolino nero, sarebbe diventata sua moglie e il debito di suo padre sarebbe stato condonato. Se la fanciulla invece avesse estratto quello bianco, sarebbe rimasta con suo padre e anche in tal caso il debito sarebbe stato rimesso.

 Ma se si fosse rifiutata di procedere all'estrazione, suo padre sarebbe stato gettato in prigione e lei sarebbe morta di stenti.

Il mercante, benché con riluttanza, finì coll'acconsentire.

 In quel momento si trovavano su un vialetto di ghiaia del giardino del mercante e l'usuraio si chinò a raccogliere i due sassolini. 

Mentre egli li sceglieva, gli occhi della fanciulla, resi ancor più acuti dal terrore, notarono che egli prendeva e metteva nella borsa due sassolini neri. 

Poi l'usuraio invitò la fanciulla a estrarre il sassolino che doveva decidere la sua sorte e quella di suo padre.

La ragazza  introdusse la mano nella borsa ed estrasse un sassolino, ma senza neppur