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venerdì 29 aprile 2022

I GIOIELLI

 Italiano/Español/English

Il signor Lantin, dopo che ebbe incontrato la giovane donna a una festa in

casa del suo capufficio, fu avvolto dall’amore come in una rete.

Era la figlia d’un esattore di provincia, morto da parecchi anni.

 In seguito, era venuta a Parigi con sua madre, la quale cominciò a frequentare

 alcune famiglie borghesi, con la speranza di trovar marito alla giovane. 

Erano persone povere e onorate, tranquille e dolci. La ragazza sembrava il

 prototipo della donna onesta alla quale il giovane ammodo sogna di affidar la sua

 vita. 

La sua modesta bellezza aveva il fascino d’un angelico pudore, e il lievissimo

 sorriso che non lasciava mai le sue labbra sembrava un riflesso del cuore.

Tutti cantavano le sue lodi; coloro che la conoscevano non facevano altro che

dire: - Beato chi se la piglierà. Non si potrebbe fare una scelta migliore.

Lantin, il quale era allora archivista capo al ministero dell’Interno con lo

stipendio annuale di tremilacinquecento franchi, la chiese in moglie e la sposò.

Con lei fu straordinariamente felice. 

Ella governò la casa con una economia tanto accorta che sembravano vivere nel

 lusso. Non esistevano premure, delicatezze, moine, ch’ella non prodigasse a suo

 marito; e tanta era la forza della sua seduzione che a sei anni dal loro incontro,

 egli l’amava ancor più dei primi giorni.

Le rimproverava soltanto due abitudini, quella del teatro e quella dei gioielli

falsi.

Le sue amiche (conosceva alcune mogli di modesti funzionari) le procuravano

continuamente dei palchi per le commedie in voga, perfino per le prime

rappresentazioni; e di buona o di malavoglia si portava dietro il marito, che dopo

una giornata di lavoro si stancava tremendamente a simili passatempi.


La supplicò di andarci con qualche signora di sua conoscenza che dopo la