C'era una volta un imbroglione, che fu catturato e condannato a morte.
Chiese clemenza perché gli venisse salvata la vita e, per convincere i giudici, offrì un segreto sbalorditivo: il metodo per piantare alberi capaci di produrre frutti d'oro. La notizia giunse al Sovrano, il quale pensò che valesse la pena fare un tentativo.
L'imbroglione spiegò che era pronto a dimostrare la sua straordinaria capacità: gli sarebbero serviti soltanto un pizzico di polvere d'oro e una pala.
Il sovrano accettò:
"Ma, se non è vero, finirai nelle mani del boia!" disse.
Il mattino seguente, il re e tutta la sua corte, si ritrovarono nel giardino reale, per dare avio alle operazioni.
L'uomo si inchinò profondamente, davanti a tutti i nobili, e disse:
"Sua Maestà, signori tutti, vedrete voi stessi quanto è semplice.
Io scaverò una piccola buca nella terra: vi metterò un pizzico d'oro e, per tre giorni,
verserò un secchio d'acqua. Il terzo giorno, l'albero spunterà e porterà tre
frutti d'oro che, a loro volta, potranno essere seminati e diventare altri
alberi, ognuno carico di frutti d'oro!"
"Allora!" si spazientì il re "smettila di chiacchierare, e semina l'oro!
Se fra tre giorni da ora non vedrò i frutti d'oro, finirai sul patibolo!".
"Oh, sommo signore" piagnucolò il furbo imbroglione "non posso farlo io direttamente!

