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Una volta Buddha e i suoi discepoli passarono vicino a un villaggio in cui vivevano degli oppositori del buddismo.
Alla loro vista gli abitanti del posto uscirono dalle case, li circondarono e presero a insultarli.
Anche i discepoli cominciarono a infervorarsi ed erano pronti a scontrarsi, ma la presenza del loro leader spirituale li tratteneva.
Le parole di Buddha, dirette proprio ai discepoli, portarono turbamento in tutti i presenti:
Mi avete deluso. Queste persone si stanno comportando come si addice loro.
Sono infuriate perché mi considerano un nemico della loro religione e una minaccia per i loro valori morali.
Per questo mi insultano, ed è comprensibile che lo facciano.
Voi, invece, perché vi arrabbiate?
Perché permettete a questi individui di manipolarvi?
Adesso dipendete da loro.
Non siete forse liberi?.
Gli abitanti non si aspettavano una reazione del genere.
Rimasero sorpresi e si calmarono.
Buddha, quindi, si rivolse a loro:
Avete detto tutto?
Se vi è rimasto qualcosa in sospeso, potrete dircelo quando passeremo di nuovo, sulla strada del ritorno.
Gli abitanti non potevano credere alle loro orecchie, così chiesero:
Perché non ti arrabbi con noi dopo tutti gli insulti che ti abbiamo dato?.
Buddha rispose:
Siete uomini liberi e offendermi è un vostro diritto.
Io non reagisco, perché anche io sono un uomo libero.
Niente può costringermi a reagire in un modo o in un altro e nessuno può

