sabato 14 febbraio 2026

Perché saper improvvisare fa bene

 Il treno si fermò nel mezzo del nulla.

Andrea guardò l’orologio: tra un’ora avrebbe dovuto presentare il progetto più importante della sua carriera.

 Niente segnale, niente aria condizionata, solo passeggeri nervosi e il caldo di luglio.

 Il piano era semplice: arrivare, aprire il computer, seguire le slide preparate per settimane. 

Ma il piano si era fermato sui binari.

All’inizio provò a controllare tutto. Riavviò il telefono. Controllò il file. Ripassò mentalmente ogni frase.

 Poi l’altoparlante gracchiò: “Ritardo indefinito.”

Indefinito. Come il suo controllo.

Chiuse gli occhi. Respirò.

 “Se non posso seguire il piano,” pensò, “seguirò il momento.”

Quando finalmente arrivò, in ritardo e sudato, la sala riunioni era piena. 

Il proiettore non funzionava. Le sue slide — inutili. 

Tutto ciò che aveva preparato non poteva essere usato.

Silenzio.

Poi Andrea fece qualcosa che non aveva mai fatto. Chiuse il computer.

«Oggi niente presentazione,» disse. «Vi racconto una storia.»

Le persone alzarono lo sguardo.

Prese un pennarello e disegnò una linea storta sulla lavagna.

 «Questo era il nostro piano.» Poi ne disegnò un’altra, irregolare, piena di curve.

 «Questa è la realtà.» Qualcuno sorrise.

Cominciò a spiegare il progetto senza slide, usando esempi, domande, persino errori. 

Quando dimenticava un dato, lo ammetteva. Quando qualcuno interrompeva, lo coinvolgeva. 

La stanza si animò. Non era più una presentazione. 

Era una conversazione viva.

Alla fine, il direttore disse: «Non abbiamo visto le slide… ma abbiamo capito tutto.»

Andrea uscì sorpreso. Non era andata come previsto. Era andata meglio.

Quella sera, ripensò al momento in cui aveva chiuso il computer.

 Lì era cambiato tutto. Non aveva improvvisato perché non sapeva cosa fare — ma perché aveva smesso di aggrapparsi a ciò che non funzionava.

E capì: improvvisare è trasformare l’imprevisto in direzione, invece che in ostacolo.

                                               

Prima impari a controllare. Poi impari a lasciar andare. E lì nasce la vera improvvisazione.

Per avere successo, non è sufficiente la conoscenza e prevedere, dobbiamo anche

imparare a improvvisare”  - Isaac Asimov.

L’improvvisazione non è “fare a caso”, é la capacità di rispondere al momento presente con lucidità, creatività e fiducia. 


Saper accettare e gestire l’incertezza è diventata un’abilità fondamentale nei nostri giorni.

Per riuscire ad improvvisare serve preparazione.

Improvvisazione Teatrale

"Se qualcuno dice: “Benvenuto al nostro allevamento di draghi!”

Una risposta che sarebbe meglio non dare é: “Ma io sono un idraulico, che stai dicendo?!”

Una risposta di un bravo improvvisatore potrebbe essere : “Grazie! Il mio drago ha già dato fuoco al tuo ufficio, spero non sia un problema.”

Perché funziona anche nella vita? Perché accettare le idee altrui e costruirci sopra è alla base della comunicazione, della creatività e della collaborazione.

Per imparare a improvvisazione  devi ascoltare attentamente cosa dice l’altro (non pensare solo a cosa dire dopo)

devi capire il tono, l’intenzione, cosa sta succedendo?

Solo se ascolti puoi rispondere con qualcosa di coerente, autentico, sorprendente.

Devi essere presenti (qui e ora) 

Non devi pensare troppo

Non devi cercare la battuta perfetta

Non devi preoccuparti del dopo

 Dire “SÌ, e…” invece di “SÌ, ma…” → crea ponti invece che muri e facilita a costruire sulle idee degli altri. evitando blocchi e conflitti.

L'improvvisazione è importante perché:

1. La realtà cambia continuamente

I piani sono mappe, non il territorio. Chi sa improvvisare non si blocca quando qualcosa va storto: si adatta.

2. Libera la creatività

Quando smetti di cercare la perfezione, emergono soluzioni nuove. L’improvvisazione è la porta dell’innovazione.

3. Riduce la paura dell’errore

L’improvvisatore trasforma l’errore in materiale. Non evita l’imprevisto: lo usa.

4. Migliora presenza e ascolto

Impara a gestire la tua attenzione e a focalizzarti a pieno in quello che stai facendo nel momento.

 Dai la tua attenzione a ciò che sta attorno a te (oggetti e persone).

5. Rafforza fiducia e resilienza

Sapere che puoi cavartela anche diversamente ti rende più libero.

Prima impara a suonare il tuo strumento. 

Poi esercitati, esercitati, esercitati. 

Infine, quando sali in scena, dimentica tutto e fa’ solo una cosa,

 suona come ti detta la tua anima.

Charlie Parker

La capacità di saper improvvisare ed essere creativi servendoci delle nostre conoscenze è ciò che ci permette di sopravvivere in condizioni di vita assolutamente imprevedibili.

Esempi di improvvisazione

Musica

Un jazzista suona una nota “sbagliata”. Invece di fermarsi, ripete quella nota e costruisce una nuova melodia attorno ad essa. L’errore diventa stile.

Conversazione

Non sai cosa dire durante un discorso pubblico. Invece di panico, fai una pausa, 

osservi il pubblico e commenti il momento: nasce autenticità.



Teatro

Un attore dimentica la battuta. Usa un gesto, una pausa, uno sguardo — e la scena diventa più vera di quella scritta.


Lavoro

Un progetto fallisce all’ultimo momento. Invece di difendere il piano, cambi direzione rapidamente e trovi una soluzione più semplice.


Vita quotidiana

Perdi il treno. Invece di arrabbiarti, esplori la città, incontri qualcuno, scopri qualcosa che non avevi pianificato.


Arte

Un pittore rovescia il colore sulla tela. Non cancella: integra la macchia nel dipinto.









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