Dov'è la tua attenzione? E dove ti sta dirigendo? Cosa otterrai?
Se ci concentriamo su ciò che NON vuoi , rimarrai chiuso dentro un cerchio.
Bisogna essere flessibili e cambiare l'orientamento del pensiero guidandolo nella direzione desiderata rendendo possibile il cambiamento; attivando così le risorse psicologiche che permettono di trovare la giusta soluzione.
Quando si ha paura di affrontare una situazione che ci rende insicuri, la mente tende a rimuginare : "Non voglio sentirmi così."
Tale pensiero può durare giorni, mesi e persino anni, senza portare alcun beneficio.
Se invece ci si chiede: Come posso sentirmi in maniera diversa?
Supponiamo che la risposta sia la fiducia in se stessi.
Una volta che ci si rende conto che il vero obiettivo è sentirti più sicuri, il percorso si presenta più chiaro.
Si accede improvvisamente a conoscenza di se stessi a cui prima non sembrava che ci fosse accesso, risorse interne che aiutano a disegnare i passi da fare fino a raggiungere la fiducia desiderata.
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Se si ha un problema bisogna scriverlo in un foglio :
Ho un problema nell'affrontare gli esami, mi sento molto nervoso.
Domande
- Cosa significa essere nervoso per me?
- Significa che sono agitato perché non posso controllare i miei nervi?
-Come vorrei sentirmi?
-Vorrei essere più tranquillo ?
- Cosa significa essere tranquillo per me?
Non pensare al peggio altrimenti sarai più nervoso e non riuscirai a concentrarti.
Domanda : Cosa capita se smetto di pensare al fallimento?
-Sarei più concentrata e me la caverò bene.
Domanda: Come faccio a sapere se sono calma davanti ad un esame?
-Quando non mi tremano e mi sudano le mani . -Quando non rimango bloccato con le domande.
Domanda : - Cosa sentirò, vedrò, udirò quando sarò tranquillo?
- Sentirò che tutto scorre senza intoppi, sentirò che ce la posso fare. Vedrò la mia mano scrivere senza fermarsi e sentirò dire a me stesso tutto quello che devo scrivere.
Allora il mio pensiero dovrà essere come sentirmi tranquilla davanti agli esami per trovare le soluzione giuste.
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Se devi affrontare un esame fai una lista dei possibili imprevisti:
Esempi:
Non saper rispondere a una domanda specifica.
Emozionarti e non riuscire a sostenere una conversazione fluida.
Quando la lista sarà completa, soffermati punto per punto e fatti queste due domande:
1. Cosa potrei fare per peggiorare la situazione?
Non pensarci troppo, rispondi di getto con le prime azioni “riparatorie” che ti verranno in mente.
Evocandole adesso che non sei nel mezzo della mischia, a mente lucida, capirai da te che sono fallimentari.
Una cosa che potrebbe peggiorare ulteriormente la situazione nei due casi che abbiamo considerato potrebbe essere “Buttarmi a indovinare restando sul vago”," Paralizzarmi e rimanere in silenzio” oppure “Pensare che non ce la farò mai”.
2. E cosa farò, invece?
Questa seconda domanda ti aiuta a studiare, a mente fredda e con tutto il tempo necessario a disposizione, la migliore strategia possibile per affrontare quella specifica situazione.
Torniamo al nostro esempio:
anziché farfugliare qualche risposta poco plausibile, ti converrà dirottare la conversazione su un’area “adiacente” che rappresenta un tuo punto di forza, qualcosa su cui sei ferrato.
E invece di fare scena muta potresti provare a smorzare la tensione con l’ironia, ammettendo il tuo nervosismo e chiedendo un bicchiere d’acqua per darti modo di recuperare il sangue freddo perduto.
L’evocazione degli scenari peggiori, delle loro possibili evoluzioni catastrofiche e, infine, del loro scioglimento ti aiuta a predisporre delle strategie pronte da usare in caso di bisogno.
Avrai infatti creato dentro di te una sorta di campanello d’allarme che inizierà a squillare ogni volta che starai per imboccare una strada “peggiorativa”, avvisandoti del pericolo.
A quel punto saprai già cosa fare per uscire da quel potenziale vicolo cieco.
Risultato: se il temuto imprevisto dovesse realizzarsi sarai in rado di fronteggiarlo mantenendo la calma.
E lo gestirai con grande velocità di reazione.
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Quando noti che un pensiero contiene parole assolute come sempre, mai, tutti, nessuno, vale la pena fermarsi e chiedersi se rappresenti davvero la realtà oppure solo
un'interpretazione.-In particolare, cosa ti impedisce di ottenerlo? E se andassi oltre questa credenza?
-È molto difficile da ottenere!
-Difficile rispetto a cosa? Quale sarebbe la cosa peggiore che potrebbe succedere se ci provassi?
-Sbaglio sempre!
-Sempre? C'è mai stata una volta in cui non hai sbagliato?
Come trasformare una credenza limitante in una Credenza potenziante
Semplicemente si sostituisce un pensiero negativo con uno positivo.
L'obiettivo è costruire una convinzione più realistica, utile e orientata alle possibilità.
Alcuni esempi di trasformazione
Credenza limitante ➡️ Credenza potenziante
Non sono abbastanza bravo. ➡️ Posso migliorare con pratica ed esperienza.
Sbagliare significa fallire. ➡️ Ogni errore può insegnarmi qualcosa di utile.
Non riuscirò mai a cambiare. ➡️ Posso cambiare un passo alla volta.
Devo fare tutto da solo. ➡️ Chiedere supporto è una scelta intelligente.
Non merito il successo. ➡️ Il mio impegno può portarmi a risultati importanti.
Non sono creativo. ➡️ Posso allenare la mia creatività ogni giorno.
È troppo tardi. ➡️ Oggi è un buon momento per iniziare qualcosa di nuovo.
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Le credenze potenzianti sono convinzioni che favoriscono la crescita, aumentano la fiducia nelle proprie risorse e orientano le azioni verso gli obiettivi.
Non sono illusioni né frasi ripetute senza convinzione: sono modi di pensare che aiutano a riconoscere il proprio potenziale e a trasformarlo in comportamenti concreti.
Le tre credenze che possono cambiare la tua vita aprendoti nuove possibilità:
Io posso.
Sono capace.
Me lo merito.
Io posso
Questa convinzione rappresenta la fiducia nella possibilità di agire.
Non significa essere certi di riuscire sempre, ma credere di poter fare un passo avanti, imparare e affrontare nuove sfide.
Dire "Io posso" significa spostare l'attenzione da ciò che manca a ciò che è possibile costruire.
Io posso significa scegliere di non lasciare che la paura decida al posto nostro.
Una persona che pensa "Non ce la farò" "Non sono abbastanza bravo" spesso rinuncia ancora prima di iniziare.
Chi, invece, sceglie di dirsi "Posso imparare" affronta la situazione con curiosità e disponibilità a crescere.
Ogni volta che dici: " Io posso "
stai dicendo alla tua mente che vale la pena cercare una soluzione.
Non importa quanto piccolo sia il passo l'importante è iniziare.
Domande da farti a te stesso:
* Cosa posso fare oggi che ieri sembrava impossibile?
* Quali risorse possiedo già?
* Qual è il primo passo che posso compiere?
* In quale occasione ho dimostrato di poter superare una difficoltà?
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"Sono capace"
Questa credenza riguarda il riconoscimento delle proprie competenze e delle proprie qualità.
Molte persone si concentrano esclusivamente su ciò che non sanno fare, dimenticando le esperienze in cui hanno affrontato sfide, risolto problemi e raggiunto risultati importanti.
Essere capaci non significa essere perfetti.
Significa avere la volontà di imparare, adattarsi e migliorare continuamente.
Ogni nuova competenza nasce dalla pratica, dall'esperienza e dalla perseveranza.
Domande da farsi:
* Quali risultati ho raggiunto grazie alle mie capacità?
* Quali competenze gli altri riconoscono in me?
* Quali qualità mi hanno aiutato a superare momenti difficili?
* Cosa posso imparare dall'esperienza?
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"Me lo merito"
Questa è forse una delle credenze più profonde.
Molte persone lavorano duramente, ma fanno fatica ad accettare il successo, un riconoscimento o nuove opportunità perché, inconsapevolmente, credono di non meritarle.
Sentirsi meritevoli significa riconoscere il proprio valore come persona, indipendentemente dagli errori commessi o dai giudizi ricevuti.
Meritare non significa pretendere.
Meritare significa accogliere con serenità i risultati ottenuti grazie all'impegno, alle competenze e alla determinazione.
Quando una persona sviluppa questa convinzione, diventa più disponibile a chiedere ciò di cui ha bisogno, a valorizzare il proprio lavoro e a cogliere le opportunità senza sentirsi in colpa.
Chi crede di meritare il successo non smette di impegnarsi .
Semplicemente smette di sabotarsi.
Domande da farsi:
* Quali risultati hai ottenuto grazie al mio impegno?
* In quali situazioni fai fatica a riconoscere il mio valore?
* Cosa significa, per te, meritare il successo?
* Se credessi davvero di meritare ciò che desideri, cosa farei in modo diverso?
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La storia di Laura: quando le credenze limitanti esistono solo nella mente.
Laura aveva 42 anni ed era una professionista competente. Da oltre dieci anni lavorava nella stessa azienda e riceveva continuamente apprezzamenti dai colleghi.
Quando si aprì una posizione da responsabile di reparto, tutti le dissero:
"Dovresti candidarti."
Lei sorrise e rispose:
"No, non sono abbastanza preparata."
Un collega le feci una domanda molto semplice.
"Chi ti ha detto che non sei abbastanza preparata?"
Laura rimase in silenzio. Poi rispose:
"Nessuno... me lo dico io."
Quella frase racchiudeva tutta la sua credenza limitante.
Non era la mancanza di competenze a impedirle di crescere.
Era il modo in cui vedeva se stessa.
Nel corso delle settimane quella convinzione iniziò lentamente a cambiare.
Prima diventò:
"Posso imparare ciò che ancora non conosco."
Poi:
"Sono capace di guidare un team."
Infine:
"Mi merito questa opportunità."
Qualche mese dopo presentò la candidatura.
E ottenne il ruolo.
Non perché fosse cambiata improvvisamente.
Ma perché aveva iniziato a vedere ciò che era sempre stato presente: il suo valore.
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La storia di Marco
Marco aveva appena avviato la sua attività.
Ogni volta che doveva presentare i suoi servizi ai clienti ripeteva:
"Non sono portato per vendere."
Una volta un suo cliente gli chiesi:
Nella tua vita hai mai convinto qualcuno di fare qualcosa?
Rise.
"Certo... ho convinto mia moglie a trasferirci in un'altra città."
E come hai fatto?
"Le ho spiegato i vantaggi, ho ascoltato i suoi dubbi e abbiamo trovato insieme una soluzione."
Il cliente gli sorrisi.
"Hai appena descritto una vendita."
In quel momento Marco comprese una cosa importante.
Non gli mancava la capacità.
Gli mancava la fiducia nelle proprie capacità.
Da quel giorno iniziò a dire:
"Sono capace di costruire relazioni di valore con i miei clienti."
Il suo atteggiamento cambiò.
E cambiarono anche i risultati.
Domande da farsi:
* Quali sono i miei tre punti di forza?
* Quali risultati ho ottenuto negli ultimi cinque anni?
* Quali competenze gli altri mi riconoscono?
* Cosa dimentico troppo spesso di apprezzare di me stesso?
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La storia di Elena
Elena era una libera professionista.
Lavorava con passione, ma chiedeva compensi molto inferiori rispetto ai colleghi.
Quando una sua cara amica affrontò questo tema emerse una convinzione profonda.
"Non mi sento a mio agio nel chiedere di più."
La sua amica le chiese:
Se una tua amica lavorasse con la tua stessa professionalità, le diresti di farsi pagare meno?
Assolutamente no.
Perché?
"Perché vale molto.
La domanda successiva fu inevitabile:
E tu vali meno?
Rimase in silenzio.
Quel silenzio fu l'inizio del cambiamento.
Qualche mese dopo rivede il proprio listino e inizò a comunicare il valore del suo lavoro con maggiore sicurezza.
Non era diventata più competente.
Aveva semplicemente iniziato a riconoscere ciò che valeva già.
Domande da farsi:
* Perché faccio fatica ad accettare e perché penso di non meritarlo?
* Quale risultato hai ottenuto grazie al mio impegno?
* Se credessi davvero di meritare ciò che desideri, come mi comporterei??
* Cosa cambierebbe nella mia vita?
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Presupposizioni potenzianti
Quali altre opzioni ho? (Hai più opzioni e puoi scegliere tra di loro.)
Come saprò se ce l'ho fatta? (Puoi farcela e sapere esattamente quando)
Cosa mi porterà? (Lo otterrai e inoltre ti darà delle cose.)
Come mi piacerebbe risolvere questo? (Posso risolverlo e posso scegliere come farlo.)
Come faccio a sapere che sto usando tutte le mie risorse? (Hai molte risorse,puoi usarle e saprai che lo stai facendo.)
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Come uscire ed allargare la zona comfort senza finire nella zona di panico.

Vuoi crescere, ma ogni volta che provi a spingerti oltre i tuoi limiti l'ansia prende il sopravvento?
Il problema non è la tua volontà: è la dimensione del passo che stai facendo.
il cambiamento sostenibile non nasce dalla motivazione, ma da micro-abitudini ripetute nel tempo.
La logica è semplice: piccoli step ripetuti con costanza fanno la differenza, molto più di grandi sforzi occasionali.
Esempio 1 — Vuoi migliorare a parlare in pubblico ?
Non iscriverti direttamente a una conferenza da 200 persone (zona panico).
Inizia parlando 2 minuti in più durante le riunioni di team : è nella zone di apprendimento, ma gestibile.
Dopo piano piano vai aumentando i minuti fino ad avere più sicurezza in te stesso, anche vai imparando a usare il tono di voce, a usare le pause.
Esempio 2 — Vuoi allenarti con costanza?
Non puntare a "1 ora di palestra ogni giorno" da subito.
Inizia con 10 minuti di movimento quotidiano (camminare, ballare): sufficientemente nuovo da farti crescere, sufficientemente piccolo da non farti mollare dopo tre giorni.
E dopo ogni settimana piano piano vai aumentando i minuti finché diventa una abitudine.
Il segreto è calibrare ogni passo: abbastanza sfidante da attivare apprendimento, abbastanza piccolo da non attivare l'ansia da prestazione.
Con il tempo, ciò che oggi sembra è la zona di apprendimento diventa la nuova comfort zone — e il perimetro si allarga naturalmente.
Il cambiamento non è un salto. È una somma di piccoli passi (piccole abitudine).
Elenca 10 cose che non ti riescono bene e che desideri migliorare o cose che vorresti fare per la prima volta; scegli una di queste attività ogni settimana ed eseguila, basta anche in piccole quantità.
Gratificati Ogni Volta
Celebra i tuoi successi, anche quelle piccole vittorie, è fondamentale per il benessere e per mantenere la motivazione nel lungo periodo.
Stabilisci piccole ricompense quotidiane o settimanali.
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Il fallimento non esiste. Tutto è apprendimento.
Il modo migliore per imparare é agire e a volte raggiungere il nostro obiettivo richiede
un po' di pratica o più tentativi.
Il primo passo non ti porta dove vuoi andare, ma ti tira fuori da dove sei.
Quando ci concentriamo nell'apprendimento ci predispone alla ricerca
nuove soluzioni, proviamo meno paura e assumiamo più rischi.
Se prendiamo più rischi, possiamo andare più lontano nella nostra vita.
Agire Come Se (As If)
Agisci, parla e pensa esattamente come se già sei diventata la persona che desideri diventare.
La To-Do List Strategica
La lista delle cose da fare deve avere massimo 5 priorità per evitare il sovraccarico.
Assegna a ogni compito un livello di urgenza e importanza.
Evidenzia il compito più difficile e affrontalo all'inizio della giornata.
Gratificati Ogni Volta
Celebra i tuoi successi, anche quelle piccole vittorie, è fondamentale per il benessere e per mantenere la motivazione nel lungo periodo.
Stabilisci piccole ricompense quotidiane o settimanali.
La Lettera del Futuro dalla tua migliore versione
Scrivi una lettera indirizzata a te stesso, datata nel futuro (tra 1, 3 o 5 anni).
Cosa scrivere: Descriviti come se avessi già raggiunto i tuoi traguardi.
Dove sei? Cosa stai facendo? Come ti senti?
Racconta le sfide superate, la persona che sei diventata e le emozioni che provi.
Lo scopo è chiarire la direzione da prendere e allineare le azioni di oggi con la visione a lungo termine.
La qualità della vita dipende dalla qualità delle domande che ci poniamo.
Albert Einstein diceva che l'importante è non smettere di fare domande.
Hanno la straordinaria qualità di produrre risposte.
Senza di esse, la conoscenza dell'umanità non andrebbe avanti.
Le domande giocano un ruolo fondamentale nello sviluppo della nostra saggezza.
È più facile giudicare l'ingegno di un uomo dalle sue domande che dalle sue risposte
- DUQUE DE LEVIS
Chiediti se quello che stai facendo oggi ti sta avvicinando a dove vorresti essere domani.
Walt Disney
Quali attività mi fanno perdere la cognizione del tempo?
Cosa mi emoziona?
In cosa gli altri mi riconoscono talento o capacità?
Quali ostacoli posso trasformare in opportunità?
Come posso migliorare questa situazione?
Come posso migliorare me stesso?
Come posso comunicare al meglio con questa persona?
Cosa posso fare per esprimere tutto il mio potenziale adesso?
Cosa c’è di buono in questo?
Come posso dare il meglio in questa situazione?
Come posso utilizzare il tempo al meglio?
Cosa sono disposto a fare?
Cosa sto cercando di realizzare?
Come mi sento in questo momento?
Cosa posso imparare da questa situazione?
Vivere nel "qui e ora"
Focalizza l'attenzione su questo momento, liberati dai rimpianti del passato e dalle ansie per il futuro.
Concentrati su ciò che sta accadendo, accettalo e agisci in modo efficace sulle situazioni che puoi realmente controllare.
Quello che puoi controllare sono le cose su cui hai potere diretto.
Concentra le tue energie qui.
Le tue azioni: Scegli come comportarti ogni giorno.
Le tue reazioni: Tu decidi come rispondere agli eventi esterni.
Le tue parole: Pensa a quello che dici prima di parlare.
Il tuo impegno: Decidi quanto lavoro mettere in un progetto.
Quello che non puoi controllare sono le cose che sfuggono al tuo controllo.
Accettale e lasciale andare.
Il passato: Non puoi cambiarlo. Impara da esso e vai avanti.
Il futuro: Non sai cosa succederà domani. Pianifica, ma non preoccuparti troppo.
Le azioni degli altri: Non puoi forzare quello che pensano o fanno gli altri.
Gli eventi esterni: Non puoi controllare il meteo, il traffico o la sfortuna.
Focalizzarti su ciò che dipende da te, ti dà pace e potere personale.
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