Mi chiedi qual è stato il mio più grande progresso?
Ho cominciato a essere amico di me stesso.
Lucio Anneo Seneca
Solo ascoltando le nostre parti interiori (sia le primarie che le meno gradite -in piccole dosi)raggiungeremo una conoscenza profonda di noi stessi e otterremo l’equilibrio indispensabile per il nostro benessere mentale ed emotivo.
Essere in contatto con ogni tua parte ti permette finalmente di scegliere quel che è meglio per te.
i sè primari è la parte di noi orientata a raggiungere gli obiettivi (razionalità, organizzazione, controllo).
Le parti meno gradite sono quelle che mettiamo da parte perché le consideriamo negative o poco produttive (il gioco, creatività un po' folle ,il sano divertimento, l'ozio).
Pretendere di avere successo usando solo i sè primari è come voler suonare una sinfonia di Mozart usando solo i violini, TI PERDI TUTTI SUONI E L'ARMONIA CHE VIENE DAGLI ALTRI STRUMENTI.
Tutte le nostre parti, persino quelle meno gradite hanno uno scopo positivo nella nostra esistenza.
Il sé falso può risultare molto utile nella diplomazia, nel trovare la strategia e il momento migliori per affrontare un certo discorso delicato, dicendo sì la verità, ma in un modo che risulti accettabile agli altri.
Se invece, ti identifichi nel tuo sé sincero dovrai dire sempre la verità cruda, senza omissioni, senza sfumature, e così facendo rischi di compromettere le relazioni perché
non sempre abbiamo voglia di sentirci dire la verità in faccia.Un sé primario esageratamente gentile non potrai mai entrare in conflitto con qualcuno ma non potrai dire di no; non potrai difendere la tua posizione; non potrai mettere dei paletti; non potrai permetterti di fare quello che ritieni giusto a meno che non sia accettato da tutti quelli che ti stanno intorno. In poche parole: non sarai libero.
Per portare in equilibrio la la tua vita è necessario riportare quei sè meno graditi in piccole dosi.
L’aggressività diventerà assertività e determinazione, due qualità utili nel raggiungimento dei tuoi obiettivi; la falsità si tradurrà in diplomazia; l’irresponsabilità si trasformerà in leggerezza e voglia di godersi la vita.
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Hai comprato la casa dei tuoi sogni nel quartiere che sempre hai desiderato!
Ne hai parlato con tutti, hai dato una festa per inaugurarla,sei convinto che sia perfetta.
Non importa se l’ascensore si rompe spesso e gli inquilini del piano di sopra sono un po’ rumorosi…
Ma comunque è latua casa e ne sei fiero.
Finché anche un tuo amico si trasferisce e anche lui dà una festa per mostrare a tutti il suo appartamento nuovo.
Già solo varcare il cancello ti ha lasciato senza fiato.
Il condominio è nuovissimo ed elegante, l’ascensore bello, funzionale, mica come il tuo.
L’appartamento è un attico, quindi niente rompiscatole al piano di sopra!
Quando torni a casa, quella dei tuoi sogni, è come se la magia si fosse incrinata.
Il tuo critico interiore è pronto a puntare il suo ditino verso la macchia di umidità in bagno e un'infinità di dettagli che non avevi notato fino a quel momento.
Cominci a chiederti se hai fatto bene a comprare questa casa, se non avresti dovuto aspettare un’occasione migliore, forse sei stato precipitoso, dovevi cercare meglio, trattare di più sul prezzo, anzi avresti dovuto impegnarti di più per cambiare lavoro, piuttosto!
Se guadagnassi di più potresti permetterti di vivere in un appartamento davvero bello, invece di accontentarti dei compromessi.
Guarda il tuo amico, lui sìche ha avuto quel che voleva!
Tu sei solo un incapace senza possibilità economiche, che abbocca a qualsiasi fregatura.
Ecco fatto....Il critico interiore ti ha spiegato chiaramente che non sei in grado di prendere certe decisioni.
C’è un’altra parte di noi che, in qualche modo complementare al critico, usa la sua stessa energia rivolgendola però verso l’esterno anziché verso l’interno: è il Giudice.
Se il critico critica noi, i nostri difetti, le nostre mancanze, la specialità del giudice invece è disapprovare gli altri e in generale tutto ciò che, là fuori, non rispetta le regole dei nostri sé primari.
Quando, dopo la festa della casa nuova del tuo amico, crolli sul tuo divano ergonomico (ma il suo è più soffice, però) e resti lì a guardare il soffitto, il giudice è quello che si siede accanto a te e commenta, acido:
Sarà anche più soffice, ma sarà costato una fortuna e si vede: che sfoggio di cattivo gusto, così tipico del tuo amico. .
va avanti così:
demolisce gli altri per aiutarti a stare a galla.
Il giudice è come il critico interiore, lui attacca tutti quegli aspetti che i tuoi sé primari hanno rinnegato e non accettato dentro di te.
Reintegrare piccole dosi del giudice nelle nostre vite sarebbe utile.
L'obiettivo critico interiore è garantirci l’accettazione da parte degli altri e
risparmiarci dolori e delusioni, quindi lavora con solerzia instancabile per
impedirci di sgarrare e allontanarci dalla strada tracciata dai nostri sé primari.
Nemmeno sarà soddisfatto di un tuo successo, anzi si agiterà e ti chiederà come pensi di poter replicare un successo simile, ti insinuerà il dubbio che in realtà non sia stato proprio tutto merito tuo, perché sei anche stato fortunato, dai… e continuerà così. Per sempre.
Se il critico critica noi, i nostri difetti, le nostre mancanze, la specialità del giudice invece è disapprovare gli altri e in generale tutto ciò che, là fuori, non rispetta le regole dei nostri sé primari.
Sia il critico che il giudice lavorano con la tua ansia e aggressività: il primo le rivolge all’interno, il secondo all’esterno; il primo ti fa sentire meno degli altri, il secondo di più.
Quel che dovresti avere sempre ben presente è che né il critico interiore né il giudice sono la voce della tua coscienza, NON SONO TE:
sono solo parti di te.
Se ti immedisimi troppo nel critico finisci per soffrire di un paralizzante senso d i inadeguatezza, mentre se fai prevalere il giudice perdi contatto con le fragilità tue e degli altri.
Per tenere a bada entrambi occorre imparare a riconoscerli e a comprenderne il loro scopo positivo.
il nostro critico ha una grande dote, sa riconoscere le qualità e l’eccellenza negli
altri.
Lui ammira ciò che crede tu non abbia o non sia.
Se lasciamo che questa emozione ci sovrasti si trasformerà in invidia e frustrazione e ci
bloccherà.
Al contrario se la riconosciamo e la gestiamo, l’ammirazione
può diventare stimolo e motivazione, uno strumento potentissimo per
migliorarsi.
Se permettiamo al giudice di prendere il sopravvento rischia di chiuderci in una corazza bigotta e presuntuosa, ma se invece impariamo ad ascoltarlo, ridimensionando però al contempo la sua sindrome di innata superiorità, potremo accedere a una salda guida morale, avremo tra le mani un timone eccezionale per affrontare le scelte che ogni giorno ci si parano davanti
Nel caso specifico del critico e del giudice è più che mai importante riuscire a separare le loro voci dalla nostra.
Esempio:
Nella mattina quando sei davanti allo specchio senti nella tua testa la sua vocina che
commenta acidamente :
Guarda in che stato sei! Stai invecchiando proprio
male e non fai niente per migliorare il brutto aspetto di quelle rughe.
Tu gioca con lui e commenta ironicamente: Il mio critico pensa che sto invecchiando male.
Non sei tu a crederlo, ma lui.
Sai benissimo che certe volte esagera.
Uno dei modi più efficaci per disarmare il critico è usare l’umorismo.
Per sviluppare un rapporto più sereno con le tue parti devi capire qual è la loro paura e accoglierla e questo vale anche per il critico: quando lui ti critica lo fa perché ha paura per te.
Se lo ascolti si calmerà e abbasserà la voce e sarà come avere una guida che ti aiuterà a migliorare.
In quanto al giudice, quando ti accorgi che la tua parte giudicante sta prevalendo,
fermati e chiediti:
che cos’è che mi dà così fastidio, in questa situazione?
Così riuscirai a isolare l’elemento scatenante del tuo disappunto che coincide con una parte di te a cui non stai dedicando la giusta attenzione o che stai evitando.
Quanto più quell’aspetto (irritante) è per te un terreno sconosciuto, tanto più potrebbe trasformarsi in una utile risorsa in più.
Nella vita ci sono spesso persone fortemente assertive, con personalità che tendono a imporsi.
Un sè molto gentile di fronte a questo atteggiamento il suo giudice scatta subito in allarme e commenta irritato.
Lo vedi come si fa? Fallo anche tu!
Quando senti che il tuo giudice alza la voce di fronte a un comportamento o a una caratteristica altrui, chiediti allora:
io dove mi colloco rispetto a questa modalità, come mi relaziono con lei?
Se la riportassi in piccole dosi nella mia vita, che vantaggio potrebbe darmi?
Il patriarca è la parte di noi orientata all'azione alla logica alla disciplina al raggiungimento degli obiettivi è fondamentale per andare avanti.
un Patriarca troppo dominante porta rigidità, a non saper staccare mai. È la via maestra per l'esaurimento si perde il contatto con altri bisogni.
La matriarca rappresenta l'intuizione, la creatività, l'ascolto dei bisogni più profondi (riposo, recupero di connessione emotiva.)
Se reprimi la matriarca, magari perché la consideri debole o poco produttiva che succede?
Si blocca, non ci sono idee, si perde la connessione con la parte più istintiva più creativa.
L'equilibrio tra queste energie tra azione e ascolto, tra logica e intuizione è la vera chiave per una performance che sia potente ma anche sostenibile.
Se Il critico e il patriarca mettono a tacere continuamente LA NOSTRA PARTE PIU' GIOCOSA (quella che sa prendersi meno sul serio) si rischia di diventare troppo seri, troppo controllati.
La leggerezza non è meno importante della disciplina, nella vita.
E' molto importante riconoscere le proprie emozioni per saper gestirle e usare tutte le parti di sé in modo armonico.
La rabbia o l'ansia si regola attraverso tecniche sulla respirazione.
Tecniche di Respirazione
Respiro 4-7-8 "Il tranquillante naturale del sistema nervoso".
Ispira 4 sec -> trattiene 7 sec -> espira lentamente in 8 sec. Ripete 4 volte
Come funziona nel corpo
Quando trattieni il respiro per 7 secondi, aumenti la pressione parziale dell'ossigeno nel sangue e permetti al cuore di rallentare.
L'espirazione lunga (8 secondi) stimola il nervo vago, il grande cavo del sistema parasimpatico che va dal cervello agli organi interni.
Questo manda al cervello un segnale di sicurezza: *il pericolo è passato, puoi rilassarti.*
Il risultato è una riduzione quasi immediata del cortisolo e dell'adrenalina.
Quando usarlo:
Non riesci ad addormentarti | 4 cicli a letto, luci spente
Prima di un discorso o esame | 4 cicli 5 minuti prima
Lite o momento di rabbia | Fai i 4 cicli prima di rispondere
Stress da lavoro accumulato | 1-2 volte al giorno come routine
Attacco d'ansia improvviso | Anche solo 2 cicli cambiano lo stato
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Respiro a scatola
Ispira 4 sec -> trattiene 4 sec -> espira lentamente in 4 sec.
Durata : 4-5 minuti
Stabilizza il ritmo cardiaco e chiarisce la mente chiaramente.
Quando usarlo:
Prima di una riunione importante, sotto pressione, per concentrarsi.
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Respirazione Diaframmatica (Addominale)
È la base di una respirazione efficiente e rilassante.
Come farla:
Sdraiati sulla schiena o siediti con la schiena appoggiata.
Metti la mano destra sulla pancia, all'altezza dell'ombelico. Mano sinistra sul petto.
Inspira lentamente dal naso per 4 secondi: senti la mano sulla pancia alzarsi. La mano sul petto deve muoversi il meno possibile.
.Fai una piccola pausa di 1-2 secondi.
5Espira lentamente dalla bocca o dal naso per 6 secondi: senti la pancia abbassarsi naturalmente.
Ripeti per 5-10 minuti.
Benefici: Riduce il lavoro del collo e delle spalle, aumenta l'ossigenazione e massaggia gli organi interni.
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Se a una donna che sta per sposare l’uomo che ama: le chiedessimo:
Sei sicura di volerlo fare?
Certamente risponderà mille volte sì.
Ma se invece di chiederglielo alla sua “parte sì” lo chiedessimo alla sua
“parte no”, che risultato otterremmo?
potrebbe temere di perdere la propria autonomia e indipendenza.
Se le diamo attenzione alla nostra "parte no " smetterà di agitarsi, ci offrirà basi solide per valutare fino in fondo o almeno i suoi dubbi, e ci aiuterà a ricalibrare i nostri progetti in modo più concreto e realistico.
Stai pensando di metterti in proprio e aprire una tua azienda permetti alla tua parte no, che non è d’accordo o che comunque nutre dei dubbi in proposito, di esprimere liberamente tutte le sue riserve e perplessità.
Aiutala ponendole la domanda:
Adesso dimmi perché no?
Puoi scrivere ciò che ti dice, o semplicemente ripeterti la lista dei suoi “NO” ad alta
Libro Gioca con la testa.


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